Tuffi

E’ che mi sono voltata. E c’eri tu. Su quel ponte. Il dodici. Dove si può giocare a mini golf e girare in tondo guardando l’oceano. O forse è solo il Mediterraneo ma è bello pensare che possa essere dopo Gibilterra verso le Americhe, no? You make me feel brand new dei Simply Red. Questo danno le casse montate poco distanti dove si servono cocktail con ombrellini. Ho mangiato un po’ di pastiera napoletana da un piattino di plastica perché è ancora il tempo in cui mangio pastiera e uso piattini di plastica. E ti ho visto. Eri e sei  la stessa. Con quel vestito che pensavo fosse bello ed invece è orrendo. Con quegli occhi che pensavo fossero dolci e sinceri ed invece erano e sono falsi e stupidi. Poco intelligenti, suvvia. Ma non è colpa tua. Devono esserci gli stupidi come te. Non fartene un cruccio. E’ un ruolo.

Ma io ancora non lo so cosa. Sei. Tu. Perché è un tuffo. Nel passato, questo.

Anche se l’ho sempre intuito. Perché mi va riconosciuta la cocciutaggine sì ma anche molta perspicacia. E mi piace giocare con la falsità. Con il Lupo. Con la Nonna. Ed essere quella sono: una sprovveduta Cappuccetto Rosso nel bosco. Che quando ti giri si infila dietro un albero e da innocente bimba diventa predatore. E non il contrario. Butta giù il mantello e la pelliccia cucita addosso esplode.

E insomma per dire che la pastiera napoletana non era buona. Il grano era molle ma questo lo so adesso. Prima no. Un po’ come per i tuoi occhi e per la favola che non avevo ben capito. E che  continuo a scrivere solo io.

Il capitano della nave ci invita a indossare salvagenti arancioni e fare esercitazioni mentre so già che il mio  intento sarà: tradirti.

Tradire il capitano. E te. Non rimango a bordo.

Con voi.

Mi butterò tra le onde per cercare delfini. Onde e gelo. E nuoterò. Senza regole e schemi. E soprattutto lontano da te.

La Baronessa Smith

Il corpino era troppo stretto e i sedici gancetti stavano quasi esplodendo. Le stecche sembrano ripiegarsi tanta era la trazione e i merletti ben stirati sul davanti facevano una piega diversa a causa del gonfiore dell’addome. Era stato un pranzo pesantissimo ma dopo aver digiunato per tre lunghi giorni, in preda ad una scocciatura con il marito, il cibo fagocitato velocemente non era proprio riuscita a digerirlo. Era rosa cipria l’abito, con nastrini che si rincorrevano come due gattini piccoli sull’erba. Non facevi in tempo a capire la trama dell’intreccio che ti giravano un po’ le pupille. Era discontinuo ed enigmatico quell’abbracciarsi di nastro e, mentre il colletto rimaneva ben stirato dritto sul collo perché almeno quello non si era gonfiato, arrivò il maggiordomo.

“Tè, Madame?”

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Hanbun – Kuroi Otogibinashi ore 17:17

Ad Ary era stato detto che non sarebbe stato diverso senza il proprio cuore. Avrebbe potuto giocare  con i nuovi amici , correre, saltare e pure mangiare gelati. Se poi avrebbero avuto lo stesso gusto  nessuno lo sapeva però. Questo entusiasmo  non la convinceva molto  perchè era sempre stata una tipetta piuttosto sveglia. May, ad esempio, […]

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Guanti a Pois

Si abbottona la giacca e stringe la sciarpa sino a soffocare. Le mani coperte da ridicoli guanti, che forse sono davvero a pois e confezionati a mano, cercano ancor più riparo tra le tasche dove c’è un biglietto. Letto sorseggiando una cioccolata neanche troppo calda in quel bar dove fanno la torta di mele più […]

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Il Codice dell’Arancino

Mezzanotte e dodici minuti. Era riverso per terra. Su un pavimento di marmo pregiato color avorio scorreva il rosso con pezzi di carne ben visibile. La parte superiore non era riconoscibile. Più volte trafitto e squartato aveva subito barbare sevizie. Piccoli tagli dapprima per una sofferenza cosciente, diventati poi accanimento per chi aveva provato smisurato piacere nel […]

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Christine

Fiorio all’angolo. Si fermò a prendere un gelato allo yogurt. Le piaceva tantissimo. Era amaro e non stucchevole come quello delle macchinette che riempiono un cono o una coppetta in quei ridicoli distributori di acciaio ormai sparsi per la città. Prendeva sempre il gianduja lì; del resto Fiorio era proprio conosciuto per questo gusto nella […]

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Kohi e i Sogni

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La Storia di Sa

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Uccisa da scarpe orrende

Sono dodici giorni che manco da casa. Mi chiedo se l’impicciona di fronte abbia dato almeno un tozzetto di pane a Hydra. Dubito fortemente che lo mangi se non inzuppato nel latte o con un po’ di formaggino. Come dubito fortemente che stia “seduta” al comando senza di me. Hydra però forse è morta. Non mi […]

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Macaron Salati al Cambio

Non aveva voglia di prepararsi la colazione mentre “For Your Babies” dei Simply Red lo riportava ai suoi diciotto anni. Scendeva da una fiat 127 color panna sotto la pioggia per entrare in una pizzeria come ogni sabato sera quando con le sue diecimila lire poteva concedersi ogni sorta di bagordi. Non aveva voglia di prepararsi la […]

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